Autocontrollo e sistema HACCP non sono termini sinonimi. Il concetto di autocontrollo ha una valenza più ampia che discende dalla responsabilizzazione dell’Operatore del settore alimentare (OSA) in materia di igiene e sicurezza degli alimenti e corrisponde all’obbligo di tenuta sotto controllo delle proprie produzioni. L’autocontrollo è obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare. L’HACCP è un sistema che consente di applicare l’autocontrollo in maniera razionale e organizzata ed è quindi uno strumento teso ad aiutare gli OSA a conseguire un livello più elevato di sicurezza alimentare. I principi su cui si basa l’elaborazione di un piano HACCP sono 7: 1. Identificare ogni pericolo da prevenire, eliminare o ridurre 2. Identificare i punti critici di controllo (CCP – Critical Control Points) nelle fasi in cui è possibile prevenire, eliminare o ridurre un rischio 3. Stabilire, per questi punti critici di controllo, i limiti critici che differenziano l’accettabilità dalla inaccettabilità 4. Stabilire e applicare procedure di sorveglianza efficaci nei punti critici di controllo 5. Stabilire azioni correttive se un punto critico non risulta sotto controllo (superamento dei limiti critici stabiliti) 6. Stabilire le procedure da applicare regolarmente per verificare l’effettivo funzionamento delle misure adottate 7. Predisporre documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa alimentare. Considerando una nave, dove è prevista la preparazione e la somministrazione di alimenti agli ospiti (vedi ad esempio charter), il responsabile del piano di autocontrollo deve predisporre e attuare il piano di autocontrollo, con l’ attiva partecipazione della dirigenza e del personale avvalendosi, se del caso, di un supporto tecnico-scientifico esterno. Il piano deve essere applicabile e applicato, finalizzato a prevenire le cause di insorgenza di non conformità prima che si verifichino e deve prevedere le opportune azioni correttive per minimizzare i rischi quando, nonostante l’applicazione delle misure preventive, si verifichi una non-conformità. L’obiettivo principale è istituire un sistema documentato con cui l’impresa sia in grado di dimostrare di aver operato in modo da minimizzare il rischio.

La denuncia Inizio Attività semplificata (DIA) serve per la registrazione delle attività di produzione alimenti (cucine con somministrazione alimenti agli ospiti, in attività di charter), nel settore delle imbarcazioni ai sensi del Regolamento CE n. 852/04. La notifica, si applica all’attività della cucina comprendente una qualsiasi delle seguenti fasi di: produzione, trasformazione, manipolazione, distribuzione alimenti. La pratica deve essere Notificata, ai fini della registrazione, all’USMAF competente per Territorio.

Ogni nave di stazza lorda pari o superiore a 100 tonnellate, e tutte le navi autorizzate a trasportare 15 o più passeggeri, e le piattaforme fisse o galleggianti devono essere provviste di un Piano di gestione e per lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre ogni nave di stazza lorda pari o superiore a 400 tonnellate, e tutte le navi autorizzate a trasportare 15 o più persone che effettuano viaggi in porti o terminal offshore, e le piattaforme fisse o galleggianti devono essere provviste di un Libro di registrazione dei rifiuti; ogni nave di 12 metri o più di lunghezza fuori tutto, e le piattaforme fisse o galleggianti, devono recare cartelli che informano l’equipaggio e i passeggeri sulle modalità di smaltimento dei rifiuti della nave. Secondo i requisiti di cui all’annesso V, il Garbage Management Plan (Piano di gestione e di smaltimento dei rifiuti) deve essere scritto nella lingua parlata dall’equipaggio e, per le navi che effettuano viaggi internazionali, anche in inglese. Il Piano di gestione e di smaltimento dei rifiuti deve contenere un elenco dei macchinari, delle attrezzature e degli impianti impiegati per la movimentazione e per il trattamento dei rifiuti prodotti a bordo della nave, nonché estratti e/o riferimenti alle istruzioni di gestione predisposte.

Il Risk Assessment o JH143 è un particolare tipo di accertamento che a volte gli assicuratori richiedono, volto ad individuare il livello di rischio nel corso della costruzione, trasformazione o riparazione navale, sia per progetti specifici che per una analisi generale delle caratteristiche del cantiere. In generale, seppure non rigidamente codificato, gli aspetti che sono valutati riguardano:· Rischi geografici e ambientali· Condizioni generali del sito· Processi e procedure di produzione· Controllo qualità· Manutenzione generale· Gestione dei fornitori ed appaltatori· Gestione dei permessi di lavoro· Piani di gestione delle emergenze· Capacità antincendio· Equipaggiamenti del cantiere· Controllo atmosferico e dei gas industriali· Varo e prove generali· Sicurezza del sito· Eventi precedentiPer tutti gli aspetti sopra elencati viene fatta una specifica valutazione.